Danze Irlandesi
Pur
non essendoci documenti nell'antica letteratura irlandese sullo sviluppo della
danza, è difficile credere che gli antichi Irlandesi, conosciuti per
il loro amore per la musica, evidenziato dal gran numero di strumenti musicali
posseduti, non danzassero, se la danza ha normalmente preceduto la musica presso
tutti i popoli del mondo. Dopo molte ricerche sull'antica letteratura irlandese
compiute da diversi autori che si occupano di danza (O' Curry nel 1873; O' Keeffe
e O' Brien nel 1902; Joyce nel 1903; ecc…)ancora quasi nulla è
emerso, eccetto tre parole che descrivono la danza di Salomè davanti
ad Erode: "Cleasaì ocht", "léimneacht" e "hopaireacht":
nessuna di queste parole era nell'uso comune nell'antica Irlanda. Nel linguaggio
moderno, le due parole usate per descrivere la danza, "damhsa" e "rince",
sono state importate da altri Paesi. "Damhsa" deriva dal Francese
"danse" o dall'equivalente inglese "dance", e si trova scritto
non prima del 1520; "rince" deriva dall'inglese "rink",
che vuol dire pattinare sul ghiaccio. Le parole "cor" e "port"
che si sono usate in seguito per descrivere reels e jigs, non significavano
propriamente queste danze, ma pezzi vivaci e briosi per arpa. "Jigeànnai"
deriva dall'italiano "giga"; "rileànna" dall'anglosassone
"rulla" o dallo svedese "ragla", il rapido turbinare.
Le prime, antiche danze, devono essere state di venerazione degli alberi, di
caccia, di guerra, di fecondità e corteggiamento e poi ricreative. Si
dice che la prima forma di musica sia stata portata in Irlanda nel 1600 a.C.
dai Tuatha De Dannan, esperti lavoratori, colti, energici, capelli chiari, che
si credeva provenissero dalla regione intorno al fiume Elba in Germania. Fu
da una regina dei De Dannan, Erin, che l'Irlanda prese uno dei suoi nomi. Nel
1300 a.C. , quando Ollam Fodhla era il re, il primo grande "feis"
, chiamato "Feis Teamhair", cioè Casa della Musica, fu tenuto
a Tara. I Celti, o Keltoi, vennero in Irlanda approssimativamente nel 500 a.C.,
stabilizzando il loro linguaggio e la loro cultura, ma nulla si sa sulle danze
dei popoli di lingua celtica, che non le hanno né descritte, né
rappresentate.
Grande
influenza ebbero i maestri di danza apparsi sulla scena sociale nella seconda
metà del 18° secolo;essi introdussero la raffinatezza e la disciplina
nella tecnica di danza dei gruppi e coltivarono e svilupparono il movimento
dei piedi nelle danze solistiche (oggi step dances) in cui gli Irlandesi raggiunsero
la perfezione. Arthur Young scrisse che tutte le persone di ceto povero, uomini
e donne, impararono a danzare divertendosi. I maestri di danza erano scapoli
e senza fissa dimora, viaggiavano dappertutto, fermandosi in ogni villaggio
dai nove giorni a sei settimane, accompagnati da un piper o da un violinista.
Essi spesso polemizzavano tra di loro per il diritto ad insegnare in una particolare
area; erano pretenziosi, vestivano e parlavano in maniera ricercata, anche se
non erano molto scolarizzati ed erano molto rispettati, perché il loro
arrivo in paese era occasione di grande divertimento; a volte insegnavano anche
portamento e scherma; erano pagati il doppio dei musicisti e con questi organizzavano
una o due notti di festa a ballo in cui gli alunni avevano entrata libera; il
maestro si accordava con qualche agricoltore per prendere in prestito un fienile
o un'altra costruzione nella fattoria come base per dormirvi e svolgervi le
lezioni di danza, in cambio offriva al fattore o ai suoi figli le lezioni gratuitamente;
se nella fattoria non c'erano camere, il maestro dormiva a turno nelle case
degli allievi. I primi passi che il maestro insegnava (spesso smontando una
porta dai cardini e ponendola sul pavimento come palchetto, in maniera che i
passi risuonassero ritmicamente sul legno, a volte insaponandola, affinchè
ballare fosse più impegnativo) erano il rising step della jig e il side
step del reel: si dice che a volte il maestro incollava zucchero e paglia ai
piedi degli alunni per aiutarli a distinguere la dx dalla sx e inventava delle
strofette per sottolineare il ritmo dei passi, per es.:" Alza lo zucchero
e metti giù la paglia!". I maestri non erano solo bravi ballerini,
ma anche compositori di nuovi passi e danze, a cui davano il proprio nome (es.,
Murphy's Reel); i primi passi inventati erano abbastanza facili anche da trascrivere,
il che non succede con quelli più moderni. O'Keeffe e O'Brian nel 1902
furono gli autori di un famoso Manuale di Irish Dances. Non sarà mai
sufficientemente sottolineata l'importanza che ebbero questi maestri di danza
per 200 anni, soprattutto nello sviluppo delle danze solistiche e di figura.

I COSTUMI PER L'IRISH DANCING
Non abbiamo sufficienti indicazioni sui costumi da ballo antichi; probabilmente
ognuno danzava con i costumi dell'epoca e, dal Seicento, coi vestiti della festa.
Le donne nel Seicento indossavano, su lunghe gonne, un mantello con cappuccio
che poteva sia proteggere la testa, sia cadere all'indietro, fermato sulla spalla
da una spilla di Tara: questo mantello, prima dimezzato, poi ulteriormente rimpicciolito,
quindi adornato con ricami, ora serve nel moderno costume da ballo solo come
ornamento.
Spesso, quando noi Red Kilts balliamo appunto col kilt, qualcuno ci domanda:
“Ma il kilt non è scozzese? Che c’entra con l’Irlanda?
Sono stato tot mesi in Irlanda, ma non ho mai visto né a Dublino né
altrove un irlandese girare col kilt!” Allora, dobbiamo puntualizzare
che stiamo parlando di un costume per la danza e non di un abito con cui recarsi
normalmente in ufficio; quanto alle coordinate storiche, eccovi accontentati:
la formalizzazione del kilt per il revival irlandese, funzionale all'espressione
dell’ identità nazionale, avvenne probabilmente nel 1920 quando
noti insegnanti di danza lo introdussero nelle proprie scuole e i membri della
Lega Gaelica cominciarono ad indossarlo quotidianamente; da allora, tutti i
ballerini lo indossarono, anzi esso fu obbligatorio fino al 1994, quando apparve
Riverdance con i ballerini vestiti con pantaloni neri e camicia; da allora,
questo modello cominciò ad essere preferito e riavvicinò alla
danza molti giovani che l'avevano lasciata a causa dell'obbligo ad indossare
il kilt. La Lega Gaelica tra il 1920 e il 1930 creò anche il costume
femminile: all'inizio, una veste bianca con nastri verdi, poi il vestitino a
pieghe piatte adornato con ricami celtici, riproduzioni di quelli che si trovano
nel “Book of Kells” (ora conservato nel Trinity College a Dublino).
I modelli sono decorati con applique e embrodery, colletto e polsini in candido
crochet, il ricordo dell'antica mantella fissata sulla spalla con una spilla.
Dagli anni 80, le gonne a pieghe sono diventate svasate e lunghe la metà.
La cura dei capelli (che richiede una testa piena di riccioli o boccoli) è
ancora considerata dalle ballerine una delle parti più importanti della
preparazione (ma oggi si usano parrucche e toupets). Oggi ogni scuola ha un
suo costume distintivo e ogni ballerina solista anche il suo personale (o due
o tre), spesso sul modello di quelli di Riverdance (gonne corte e collants neri),
un paio di soft shoes e uno di heavy shoes. Le “soft shoes”, chiamate
anche “ghillies” o “light shoes” sono indossate dalle
ragazze, sono fatte di morbida pelle nera e sono aperte fino alla punta e legate
con lacci incrociati; di solito si comprano di un numero in meno perché
devono calzare strette. Le “reel shoes” sono l’equivalente
maschile delle “light shoes”, hanno il tacco normale e non hanno
il listino attorno alla caviglia. Le “heavy shoes”, anche chiamate
“hard shoes”o “jig shoes”, hanno tacchi e punta in vetroresina
o fibra di vetro sotto la suola che emettono il tipico rumore; hanno i lacci
e in più un listino intorno alla caviglia.

La danza irlandese comprende la "CEILI DANCE", la "STEP DANCE" e la "SET DANCE".
Set Dance
Quest'ultima è la più popolare, al momento, in Irlanda.
La Set dancing deriva dalle quadriglie ballate nelle corti francesi e da altre
culture, tra le quali le scozzesi.
Queste danze furono portate in Irlanda e insegnate dai primi maestri di danza
che le adattarono alla musica tradizionale irlandese.
Col tempo, nelle varie contee si continuò a danzare i set locali nei
crocevia e nelle case, anche quando la Chiesa Cattolica applicò la legge
del 1935 che permetteva la danza solo nelle sale da ballo pubbliche autorizzate
nel tentativo di sopprimerle.
Le Set dance riuscirono a sopravvivere meglio in quelle parti del paese dove
si era più legati alla tradizione. Sebbene le Ceili dance fossero considerate
da molti tradizionalmente le più "irlandesi", le uniche danze
che si potevano trovare in zone di tradizione gaelica erano proprio le Set dance.